La vigilessa

Molto annoiata continuo la mia giornata di lavoro negli stand allestiti per le festività natalizie nel centro storico di Vicenza. “Vuole del madorlato?”, oppure “La latta rotonda viene 9 euro.”, o anche “Ecco il suo resto, lo scontrino è nella borsina.” sono frasi abituali e ormai automatiche.
Abituale è anche l’incontro con la signora bionda, sempre lei, sempre la stessa frase ogni due ore, “Che ore adesso?”, sempre lo stesso sorriso sincero e bonario.
Inaspettata una voce fuori campo si rivolge sgarbata alla signora interrompendo lo scambio di battute: “Ha dei problemi?”.
Incredula giro lo sguardo a cercare la fonte di tanta irruenza. Una vigilessa. Solo ora la mia mente, offuscata dalla monotonia del lavoro e degli incontri, si ricorda che la signora bionda è una nomade che chiede l’elemosina in centro. Cerco subito di rincuorare la vigilessa spiegandole che la signora stava solamente chiedendo l’ora, così come ogni giorno, più volte al giorno.
Non l’avessi mai fatto. Vengo fulminata da uno sguardo glaciale e mi sento rivolgere la stessa domanda “Ha dei problemi?”. Arrossisco non capendo il male causato e raccolgo i pensieri per evitare di peggiorare il clima emotivo; “La volevo solo rincuorare del fatto che qui va tutto bene, la signora non disturba, anzi.”. La vigilessa scocciata si gira e riprende il suo giro di perlustrazione.

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